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Sohn Kee Chung è un atleta coreano che ha segnato la storia durante i Giochi olimpici del 1936 a Berlino. All’epoca, la Corea era annessa dalle forze giapponesi, costringendo lo sportivo a gareggiare sotto un’identità nipponica.
Il 3 novembre 1935, il sudcoreano Sohn Kee-Chung si qualifica per le Olimpiadi del 1936 stabilendo un record mondiale nella maratona 🏅. Concluse i 42,195 km in 2h 26' e 42" ⏱️. A causa dell’occupazione della Corea da parte del Giappone, Sohn fu costretto a gareggiare sotto identità giapponese. Il suo nome venne persino modificato con la forza, diventando Son Kitei. Fervente nazionalista, Sohn Kee-Chung si premurava di spiegare che la Corea era una nazione distinta quando, durante l’evento, gli veniva chiesto da dove provenisse 📍.
Il giorno della gara, Sohn vinse la maratona con oltre due minuti di vantaggio sui suoi concorrenti in 2h29 💨. Il suo connazionale Nam Seung-yong, anche lui sotto identità giapponese, arrivò terzo dietro al britannico Ernest Harper 🥉. Dopo la vittoria arriva il momento del podio. Sohn sale sul gradino più alto per ricevere la sua medaglia d’oro. Ma sul suo volto, nessun sorriso 🙁. Quando risuona l’inno giapponese, l’atleta abbassa la testa e nasconde la bandiera nipponica presente sulla sua giacca 🇯🇵. Segno di protesta, questa mancata celebrazione è diventata storica 🤓. Dopo questa impresa, lo sportivo smise l’atletica per dedicarsi alla lotta per l’indipendenza del suo Paese e all’allenamento di giovani promesse come Suh Yun-bok, specialista della maratona 👏.
Di ritorno in Corea del Sud, Sohn Kee-Chung divenne un eroe nazionale. Il quotidiano sudcoreano Dong-a-Ilbo pubblicò una foto di Sohn sul podio apportandovi un ritocco: la bandiera giapponese sulla maglia di Sohn venne nascosta 🇰🇷. In reazione, le autorità coloniali giapponesi imprigionarono 8 dipendenti del giornale e ne sospesero la pubblicazione per nove mesi ❌.
La Corea indipendente partecipò ai suoi primi Giochi olimpici a Londra nel 1948. Fu in quel momento che Sohn ebbe l’onore di portare la bandiera sudcoreana per la cerimonia di apertura 🔥. E nel 1988, portò la fiamma olimpica ai Giochi di Seul, commuovendo tutto il Paese 🥲. Le immagini sono impressionanti : Sohn Kee-Chung, 76 anni, viene applaudito dall’intero stadio e dai 14.000 atleti presenti. Per non dimenticare mai chi fosse, il Comitato Olimpico di Seul ha, negli anni ’80, inviato numerose lettere a Losanna affinché venisse ripristinato il suo nome coreano. Il nome Son Kitei fu cancellato dagli archivi del CIO nel 2011, ma l’atleta è morto nel 2002.
Il maratoneta Sohn Chee-Kung ha segnato la storia protestando sul gradino più alto del podio olimpico, con come unica protesta l’abbassare la testa ⬇️. Un gesto semplice ma coraggioso che ha segnato un intero popolo.
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