Maratona di Doha 2027

Data della prossima edizione confermata

L'evento in poche parole

Ci sono maratone che fanno parte del paesaggio da sempre. Boston, con i suoi 130 anni di asfalto e tradizione. Berlino, con i suoi muri abbattuti e i suoi record mondiali. E poi c’è la Maratona di Doha 🇶🇦, giovane outsider nata nel 2013, che in poco più di una dozzina d’anni è riuscita a imporsi come uno degli appuntamenti imperdibili della corsa mondiale nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa. La velocità con cui questa gara è cresciuta—un po’ come il Paese che la ospita—è quasi da capogiro 🫨.

Tutto comincia il 26 gennaio 2013 con una primissima edizione modesta: una mezza maratona, poche centinaia di runner che partono dal Museo d’Arte Islamica e ripercorrono i propri passi 📖. La partenza è discreta, quasi timida. Ma in Qatar l’ambizione non è mai lontana, e la gara cresce in fretta. Molto in fretta ⚡️. Nel 2023, la maratona riceve l’etichetta World Athletics Elite. Poi, subito dopo, la Gold Label (la massima distinzione assegnata dalla federazione mondiale di atletica), che colloca la gara tra le 25 migliori corse su strada del pianeta 🥇.

Questa Gold Label non è un distintivo che ti attacchi sul pettorale solo per fare bella figura. Porta con sé requisiti molto concreti: un percorso certificato a livello internazionale, cronometraggio all’avanguardia, rispetto delle regole antidoping, presenza di atleti élite internazionali, punti di ristoro, supporto medico, aree di recupero... Insomma, un’organizzazione all’altezza dei più grandi eventi 🫡. Il che significa anche che i runner che tagliano il traguardo a Doha possono accumulare punti nel ranking mondiale di World Athletics e ottenere la qualificazione ai Campionati del Mondo e ai Giochi Olimpici ⚡. Niente male, eh! 🤓

E gli élite l’hanno capito. Nell’edizione 2026, il campione olimpico in carica Tamirat Tola (Etiopia), vincitore ai Giochi di Parigi 2024, ha stabilito il record del percorso con il tempo di 2:05:40 🏆. In uno sprint tra connazionali etiopi, i primi cinque uomini sono arrivati tutti sotto 2:07:30—una densità di prestazioni davvero insolita. Nella gara femminile, la sua connazionale Tigist Gezahagn ha dominato in 2:21:14. Per una maratona che agli inizi contava solo poche centinaia di partenti, finire per ospitare il campione olimpico in carica è una traiettoria decisamente notevole.

Il percorso in sé è uno dei grandi punti di forza dell’evento. Si svolge interamente lungo la Corniche di Doha, una lunga passeggiata sul mare che costeggia la baia ed è l’arteria più spettacolare della città 🌊. Partenza e arrivo nello stesso punto, davanti all’Hotel Park vicino all’iconico Sheraton Grand Doha Resort 🏨. Da lì, i runner si dirigono verso la promenade, seguendo il lungomare con sullo sfondo i luminosi grattacieli di West Bay 🏙️—il distretto degli affari della capitale qatariota—riflessi nelle acque del Golfo Persico 🌊. Il tracciato passa anche per il quartiere di Katara, il villaggio culturale, e si allunga fino agli ampi viali moderni di Lusail, la città nuovissima costruita da zero a nord di Doha, che ha ospitato la finale dei Mondiali 2022 🏟️. Il profilo del percorso è molto piatto, il che lo rende tecnicamente una gara favorevole ai tempi ⏱️. Niente passi di montagna da scalare, niente ponti ripidi, niente salitelle insidiose—solo asfalto scorrevole e chilometri di vista mare 🐬.

La gara si svolge ogni anno a gennaio, e non è un caso. È la stagione fresca in Qatar (tutto è relativo, ovviamente 😅), con temperature che al mattino, alla partenza, si aggirano intorno ai 15-20°C. Gli europei che arrivano in maglione e si ritrovano a sudare dal primo chilometro lo apprezzeranno. Per gli habitué del Golfo, è praticamente “inverno” ❄️. La maratona parte anche presto al mattino: la partenza della distanza principale è alle 6:15, per beneficiare delle condizioni più fresche possibili prima che il sole decida di esagerare un po’ ☀️. La mezza maratona scatta alle 7:35, la 10 km alle 8:30, la 5 km alle 9:10.

Ciò che rende questa maratona particolarmente unica nel suo DNA è la dimensione benefica intrinsecamente legata ad essa 🧬. Fin dalla sua creazione, tutti i profitti delle quote di iscrizione sono stati donati ad associazioni locali. Non è un’operazione di PR: è la ragion d’essere originaria dell’evento, concepito dal title sponsor e dall’organizzatore come strumento di trasformazione sociale tanto quanto di risultato sportivo. La gara mira a promuovere stili di vita attivi in un Paese dove la sedentarietà è un vero problema di salute pubblica, e a riunire una comunità diversa attorno a uno sforzo condiviso 👊. Un’altra particolarità locale e piuttosto gustosa: la categoria Al Adaam 🎖️. Questa competizione speciale, integrata da alcuni anni nella maratona, è dedicata ai runner qatarioti e offre premi in denaro separati per premiare e incoraggiare la partecipazione dei cittadini 🇶🇦. In altre parole, se sei qatariota e tagli il traguardo, gareggi in due classifiche allo stesso tempo. Una piccola spinta locale dentro un evento molto internazionale, e un modo piuttosto elegante per ancorare la gara all’identità del Paese che la ospita.

E a proposito di internazionale: l’edizione 2025 ha riunito 15.000 runner da 140 Paesi—un record assoluto per l’evento 🌍. Per dare un’idea, 140 nazionalità rappresentate su un’unica linea di partenza sono quasi un terzo dei Paesi del mondo riuniti sulla Corniche di Doha in un venerdì mattina di gennaio. Perché sì, la gara si svolge di venerdì, il giorno del weekend in Qatar. Di conseguenza, regoli il calendario 🤪.

Quando il cronometro si ferma, tutti i finisher ricevono una medaglia e vengono automaticamente inseriti in una estrazione a premi i cui premi talvolta hanno incluso auto 🚗. È un modo molto qatariota di ringraziare i partecipanti: qui, le cose raramente si fanno a metà. E per chi non è abbastanza fortunato da tornare a casa con le chiavi dell’auto in tasca, resta comunque il ricordo di qualche ora di corsa di fronte al Golfo, tra uno skyline futuristico e i riflessi del sole che sorge sull’acqua—che, diciamolo, non è affatto male ✨.

A ciascuno la sua distanza

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