Quindi vuoi domare gli stessi passi dei pro nel 2026? 😏 Se l’idea di scalare le stesse pendenze dei fuoriclasse del Tour de France ti fa già brillare gli occhi, sei nel posto giusto. La 113ª edizione parte da Barcellona e arriva fino a Parigi dal 4 al 26 luglio, con un menù che punge già solo a leggerlo: 3.333 km, 54.000 metri di dislivello e cinque massicci da addentare.
Quest’anno gli organizzatori non hanno scherzato. Cinque massicci attraversati: i Pirenei, il Massiccio Centrale, i Vosgi, il Giura e le Alpi. Otto tappe di montagna, cinque arrivi in salita e un’ultima settimana che punge forte. Il percorso cresce di intensità, dalle granfondo dell’Occitania fino ai grandi passi dell’Auvergne-Rhône-Alpes, proprio come una buona serie da cui non riesci più a staccarti. Solo che qui il cliffhanger è il tuo cardio. Se sei agli inizi, dai prima un’occhiata alle granfondo vicino a casa per farti le gambe 🍺.
Nei Pirenei è lì che le cose si complicano davvero. Il Col du Tourmalet è IL monumento: il passo più affrontato nella storia del Tour, mica poco 🐐. Da Sainte-Marie-de-Campan sali per 17 chilometri fino a 2.115 metri. Parte tranquillo, poi si indurisce con tratti oltre il 10% nella parte alta 🥵. E il vento in cima? Non è lì per darti baci 🌬️. Poco prima, il Col d’Aspin (12 km al 6,5%) sembra quasi gentile sulla carta. Solo che nel 2026 è messo PRIMA del Tourmalet, e se salti qui, non rientri più. E per coronare il tutto, l’arrivo inedito al circo di Gavarnie (18,7 km al 4%) ti offre una salita lunga e regolare. Hai voglia di assaggiare l’atmosfera pirenaica prima del grande giorno? Il Tour du Béarn con partenza da Pau ti ci mette già dentro 📸.
Il Massiccio Centrale merita molta più attenzione di quanta gliene si dia: rotta verso il Cantal, terra di bici, con il Pas de Peyrol e il suo celebre Puy Mary (7,8 km al 6%). Per prepararti senza attraversare tutta la Francia, L’Ardéchoise resta la grande festa ciclistica della zona 😮💨. E soprattutto, non dimenticare mai i Vosgi. Il Ballon d’Alsace e il Grand Ballon ti aspettano, con in bonus la salita inedita dell’Haag (11 km al 7%) su una strada forestale. Spoiler: “piccolo massiccio” non vuol dire “piccolo dolore” 😁.
Le Alpi sono il gran finale. È lì che si decide il Tour... Il Col du Galibier culmina a 2.642 metri, la quota più alta mai superata dalla Grande Boucle 🗻. La salita da Valloire (17,7 km al 6,9%) è un classico assoluto. Il Tour du Mont-Blanc Cyclo, in Savoia, ti offre lo stesso tipo di parco giochi alpino per farti le ossa. E poi c’è la star, l’Alpe d’Huez e i suoi 21 tornanti (13 km all’8,1%). Nel 2026 viene scalata DUE volte. Campioni come Bernard Hinault, Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard ci hanno scritto pagine di storia. Per scalarla anche tu, posa le valigie a Bourg-d’Oisans, nel cuore dell’Isère. Per completare il tutto, metti in fila la Croix de Fer (24 km al 5,2%), nel menu della Cyclosportive La Madeleine, il Télégraphe (11,9 km al 7,1%) e il col de Sarenne (12,8 km al 7,3%), che ritrovi anche su L’Impériale Cyclosport.
Qualche verità offerta dalla casa. Prima: allenati in salita e non solo in pianura; la montagna non perdona le scorciatoie 🏋️. Poi, prevedi un rapporto di riserva, perché una cassetta orientata alla montagna diventa in fretta la tua migliore amica a 2.500 metri. Infila in stagione alcune granfondo di lunga distanza come la Transju’Cyclo per abituare il corpo a durare. Sul fronte ristoro, mangia e bevi prima di avere fame o sete. La crisi di fame è lo chef nascosto che ti mette KO nel momento peggiore 🍌.
Il Tour de France 2026 è una crescita di intensità. Parti dai Pirenei, attraversi le Alpi, poi ti lanci verso lo sprint finale sugli Champs-Élysées. Gonfia le gomme e vai a scrivere la tua storia in questa stagione 🚴♀️. E se pedali al femminile, ti aspetta anche l’Étape du Tour Femmes 🔥.
La piattaforma di nuova generazione che aiuta gli appassionati di sport di tutti i livelli a scoprire territori e patrimonio attraverso gare su misura per loro.