UTMB
Nata il 15 gennaio 1989 a Greymouth, sulla costa Ovest dell’Isola del Sud, Ruth Croft è cresciuta a Stillwater, un borgo adagiato sulle rive del fiume Grey. Neozelandese doc, si è affermata tra i riferimenti mondiali dell’ultra-trail dopo una parentesi a Taiwan, dove insegnava inglese. Prima dei sentieri, la kiwi ha consumato le chiodate sulle siepi fino ai Mondiali junior 2006. Il trail è entrato nella sua vita a Taipei, con una prima gara di 50 km, prima di aprirle le porte di Chamonix 🏔️ . Il suo palmarès? Una Western States vinta nel 2022, quattro vittorie al Tarawera 102 km e un’impresa inedita: prima donna a vincere l’“OCC”, la “CCC” e l’“UTMB”. Lontano dai cronometri, si forma in naturopatia, la sua passione per il dopo-carriera.
Figlia di un titolare di un’azienda di trasporti su strada, Ruth Croft eredita un solido gusto per la fatica e va forte in pista. Campionessa nazionale under 20, corre i 3.000 m siepi ai Mondiali junior 2006, poi i Mondiali junior di corsa in montagna nel 2005 e nel 2007.
Direzione Università di Portland, in Oregon, con una borsa di studio di atletica in tasca. Dopo quattro anni di università trascorsi in gran parte infortunata e con la laurea in mano, ripone le chiodate e poi vola a Taiwan 🌏 . Cinque anni e mezzo sul posto basteranno a riaccendere la fiamma per la corsa, uscita dopo uscita.
Le vittorie seguono: il Climbathon del monte Kinabalu nel 2013 e 2014, poi la “CCC” nel 2015, primo trionfo a Chamonix. Due successi al Festival des Templiers (2017 e 2021) e due “OCC” (2018, 2019) arricchiscono la collezione. Nel 2019, a Miranda do Corvo, conquista l’argento ai Campionati del mondo di trail dietro Blandine L’Hirondel, prima medaglia neozelandese nella storia della disciplina.
In lei, la differenza si gioca tanto tra le orecchie quanto nei polpacci. A ogni fine stagione, la neozelandese parte per un ritiro di meditazione silenziosa, spingendo l’esperienza fino a soggiorni nel buio completo. La sua definizione di una brutta gara non ha nulla a che vedere con la classifica: arriva quando testa e corpo rifiutano di cooperare.
Questa serenità fa danni sui sentieri. Nel 2021, al Tarawera, vince i 100 km assoluti, davanti a tutti gli uomini, in 9h21'03", con record annesso. Lo stesso anno, scopre le 100 miglia alla Western States: seconda dietro Beth Pascall per un battesimo del fuoco. Dodici mesi dopo, torna a prendersi la vittoria in 17h21'30", sotto un caldo californiano da far sciogliere i gel 🔥 .
Tra un pettorale e l’altro, si beve i circa 200 km dell’Arctic Circle Trail in Groenlandia nel 2022. Abbastanza per ridimensionare qualsiasi ristoro.
Privata della partenza nel 2023 da un virus preso pochi giorni prima della gara, la kiwi affronta finalmente il grande anello dell’UTMB nel 2024: seconda dietro Katie Schide, con la sensazione di aver corso troppo prudente.
Il 30 agosto 2025, parte più forte. Grandine, neve e freddo costringono l’organizzazione a modificare il percorso di 174 km 🌨️ . Nella seconda metà di gara, supera Courtney Dauwalter, poi scava il divario fino a Chamonix per vincere in 22h56'23", più di 30 minuti davanti a Camille Bruyas. Ruth Croft diventa la prima donna vincitrice delle tre finali delle UTMB World Series. Dieci anni dopo la “CCC”, lo festeggia con uno shot di peanut butter whiskey 🥃 .
Nel 2026, firma un quarto successo sul “T102” del Tarawera, un anno dopo avervi fissato il record in 8h24'31". Vince poi il “Demi Tour du Lac” della MaXi-Race, 56 km e 3 310 mD+ intorno ad Annecy 🏆 . Ora ha puntato l’oceano Indiano a metà ottobre, per provare ad andare a prendersi la vittoria alla Diagonale des Fous.
I circhi della Riunione le offriranno un nuovo capitolo? Tieni d’occhio la kiwi e, nel frattempo, scova il tuo prossimo trail di montagna. A te scrivere il tuo anello! 🏃
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