Ci sono luoghi sulla Terra in cui correre non è uno sport. È una tradizione 🌞.
Chihuahua by UTMB® rientra chiaramente in questa seconda categoria: il tipo di evento che ti fa venire voglia di mollare la sedia dell’ufficio, comprare un paio di scarpe da running e prenotare un biglietto di sola andata per il Messico a ottobre ✈️. Ma prima di lanciarti a capofitto nei canyon 🏜️, lasciaci spiegare perché questo posto non è solo un set da film western: è letteralmente la culla della corsa 🌎. Prima degli orologi GPS, prima delle scarpe in carbonio, prima dei piani di allenamento di 16 settimane, qui la gente correva già 📍. Benvenuto nella Sierra Tarahumara, nello stato di Chihuahua (sì, come il cagnolino—ma tranquillo, il legame finisce lì 😂). Lì, nel labirinto di canyon che incide le montagne, vive il popolo Rarámuri, un nome che si traduce come "quelli dai piedi leggeri" 🪽. Niente falsa modestia con questa gente ☝️. Spinti nella regione della Barranca del Cobre con l’avanzata degli spagnoli, trasformarono questi canyon durissimi nel loro parco giochi—and, incidentalmente, nel luogo più mitico al mondo dell’trail running 😍.
I Rarámuri hanno sviluppato una tradizione di corsa sulle lunghe distanze per garantire comunicazione e trasporto tra i loro villaggi, capaci di coprire fino a 320 km in più giorni attraverso canyon ripidissimi ⛰️. Per darti un’idea: è come correre da Tolone a Lione, in montagna, senza GPS e probabilmente senza ristori 😅. Il tutto a oltre 2.000 m di altitudine, se non bastasse 😎. E la ciliegina sulla torta? I Rarámuri non si allenano. Mai. Il loro stile di vita li rende atleti fin da giovanissimi 💪. Fu il giornalista Christopher McDougall a portare questo popolo sotto i riflettori nel 2009 con il suo bestseller Born to Run, un libro che ha innescato una rivoluzione nel mondo del trail e ha fatto esplodere la popolarità delle scarpe minimaliste 🤓. Un anno dopo la loro prima apparizione internazionale, un corridore rarámuri di nome Juan Herrera vinse la leggendaria Leadville 100 in 17h30, abbattendo il record del percorso di 25 minuti 🤯. E come se non bastasse a ridimensionare il resto del pianeta trail, una donna rarámuri vinse un’ultra da 63 km in sandali e abiti tradizionali 🩴. Mentre c’è chi confronta il drop delle proprie piastre in carbonio dal divano 🤪.
Chihuahua by UTMB® non è una gara che arriva su un terreno già conquistato. È un invito. Come recita così bene il loro slogan: "Some places are not reached by chance. Some territoires are only crossed when the door is open." I Copper Canyons accolgono il mondo, ma alle loro condizioni, nel rispetto della loro cultura 🤗. Persino i nomi delle gare te lo ricordano ogni volta che ti iscrivi: la "Rarámuri 100M" (135 km, 6.700 mD+ ⛰️), la "Weriga 100K" (94 km, 4.600 mD+), la "Akáa 59K", la "Komakali 38K", la "Napurega 20K", e la "Norawa 8.5K" per chi vuole scoprire lo sport prima di impegnarsi in qualcosa di irragionevole 😬. Questa nuova edizione della grande signora dell’evento, la "Rarámuri 100M", porta i corridori ancora più in profondità nei canyon, attraversando le comunità di Urique, Churo e Guitayvo, i villaggi storici dei Rarámuri. Il giorno dopo entra in scena la "Weriga 100K": un passaggio al Belvedere del Cerro del Gallego, il punto panoramico più alto del Messico. Niente di meno! 🤩 Per chi vuole mettersi alla prova senza finire a pezzi, la "Akáa 59K" offre un territorio selvaggio: partenza dal Parque Barrancas a Divisadero, passando per i villaggi di Areponapuchi, San Alonso e San Rafael, con 2.400 m di dislivello positivo che combinano tratti corribili e sentieri tecnici con panorami spettacolari 😍.
Piccolo bonus culturale: correrai accanto ai Rarámuri, e puoi salutarli con un "kuira bá", la frase tradizionale che significa "siamo tutti una cosa sola"! 😇
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