Qualcuno, un giorno, ha avuto l’idea di guardare Table Mountain, quella falesia piatta e gigantesca che incombe su Città del Capo come se ci fosse atterrata per sbaglio, e pensare: "E se corressimo lassù? E tutt’intorno? E fino a Simon's Town? E perché non 160 chilometri, già che ci siamo?" Quel qualcuno è Nic Bornman e, da quel momento di discutibile lucidità, la RMB Ultra-Trail Cape Town è diventata una delle gare più ambite al mondo 🏔️.
Prima ancora di parlare della gara, parliamo della città. Perché Città del Capo è un luogo con una storia così densa, così carica, che potresti farci dieci podcast e non arrivare comunque in fondo 🙃. Nel 1652, il capitano Jan van Riebeeck approdò nella baia con cinque navi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. L’idea di base non era colonizzare nulla, solo piantare un orto e costruire un forte per rifornire le navi dirette alle Indie. Città del Capo doveva fungere da "Taverna dell’Oceano", un semplice avamposto sulla rotta commerciale verso l’Indonesia. Oggi è una delle città più spettacolari al mondo, la capitale parlamentare del Sudafrica 🇿🇦, e il parco giochi annuale di migliaia di trail runner che vengono a massacrarsi le gambe con entusiasmo. La ruota della storia gira in modi imprevedibili 🌍. La città è coronata da Table Mountain, sormontata da due cime chiamate Lion's Head e Devil's Peak. Se questa frase non ti dà un’irresistibile voglia di allacciarti le scarpe da trail, non possiamo più farci niente 😈. E non è solo un bel fondale per le tue foto sui social: il Table Mountain National Park è una meraviglia naturale del mondo, che tu stia correndo oppure no.
Ora andiamo al cuore della questione. L’UTCT viene organizzata ogni anno dal 2014. In dieci anni, la trasformazione è stata vertiginosa. La popolarità della 100K è esplosa, passando da 16 runner sotto le 15 ore nel 2014 a oltre 2.300 partecipanti complessivi su tutti gli eventi. E non è solo una gara locale che è cresciuta: il 35% dei partecipanti oggi arriva da 55 paesi diversi. In dieci anni, UTCT è passata dall’essere un progetto un po’ folle di un tipo a Città del Capo a un appuntamento globale imperdibile. È la traiettoria UTMB, edizione Emisfero Sud 🚀. Nel 2017, UTCT è entrata nell’Ultra-Trail World Tour come gara finale dell’anno: la ciliegina sulla torta di una stagione internazionale 🍰. Poi, nel 2022, gli organizzatori hanno deciso che cento chilometri sono anche carini, ma poco ambiziosi. È stata aggiunta all’evento una nuova gara di punta sulle 100 miglia: la "UTCT 100 miles": 163 km, 7.187 metri di dislivello positivo. Il mostro era nato 👹. Parliamo di risultati, perché sono francamente impressionanti. La gara ha la reputazione di attirare i migliori al mondo, richiamati dal mix panorama-difficoltà-fine stagione. Nel 2017, Prodigal Khumalo ha vinto la 100K in meno di 10 ore, a una media di oltre 10 km/h sui sentieri tecnici attorno a Città del Capo. Un record rimasto imbattuto per quattro anni. È stato Jim Walmsley a infrangerlo nel 2021, migliorando il 9h50 di Khumalo di circa tre minuti e mezzo, dopo una gara in cui ha letteralmente umiliato il resto del gruppo: ha tagliato il traguardo quasi mezz’ora prima dell’arrivo del secondo. Quello stesso anno, Courtney Dauwalter ha vinto la gara femminile, centrando una memorabile doppietta americana 🇺🇸.
Quanto alle distanze, l’UTCT ha avuto il buon senso di non offrire una sola gara riservata a chi ha già rinunciato a cartilagine e sonno. Ce ne sono sei: "UTCT 100 miles", "UT100km", "PT55km", "TM35km", "EX23km" e "KS16km". La logica è semplice: si parte dal basso e si sale. "KS16" per mettere un piede nell’avventura, "EX23" per innamorarsi del trail running a Città del Capo (e pentirsi di non aver fatto la 55), PT55 per soffrire come si deve, "TM35" per attraversare Table Mountain senza morire, "UT100" per gambe grandi che vogliono una sfida seria e "UTCT 100 miles" per chi ha un rapporto speciale con il dolore e una rubrica di fisioterapisti molto ben fornita 🦵. Il mostro delle 100 miglia merita uno sguardo più ravvicinato 👹. Il percorso si spinge dalle montagne settentrionali fino alle catene più isolate a sud, passando per Silvermine, Kalk Bay, Simon's Town, Kommetjie e Noordhoek. La partenza è dal Gardens Rugby Club in modalità notturna 🌙: il che significa spedire esseri umani nella notte africana con le frontali e un’autostima che verrà messa seriamente alla prova da qualche parte intorno al chilometro 90 🔦. E per chi conclude questo mostro veloce come Flash Gordon ⚡️, c’è una ricompensa speciale: la medaglia Honey Badger, assegnata ai runner che finiscono sotto le 30 ore, simbolo della tenacia necessaria per riuscirci. Il ratel è l’animale più tosto del Sudafrica, famoso per attaccare cobra velenosi senza battere ciglio, cadere in coma, risvegliarsi e tornare all’attacco per un altro round. È letteralmente lo spirito guida di ogni ultra trail runner. Solo 43 persone, in tutta la storia della gara, hanno ottenuto questa distinzione, e solo 5 sono riuscite a farlo due volte ✌️.
Dobbiamo anche parlare del meteo, perché è la trappola più bella di tutta l’avventura ☁️. La gara si svolge a fine novembre, in piena estate australe ☀️. Sembra una buona idea, finché non ti ritrovi sulla cima di Table Mountain alle 4 del mattino con pochi gradi e un vento che ti taglia attraverso la giacca come se stessi correndo in maglietta 🥶, per poi scendere verso mezzogiorno sotto 30°C di sole africano senza un filo d’ombra 🥵. Le condizioni possono variare drasticamente, quindi prepara lo zaino come se stessi andando in Lapponia e a Marrakech nello stesso momento. È un consiglio di sopravvivenza, non una metafora.
Ciò che distingue davvero UTCT è il suo rapporto sincero con il territorio 💚. La gara fa parte dei World Trail Majors, un collettivo internazionale la cui filosofia si può riassumere in tre parole: diversità, rispetto e identità. L’idea è riunire le migliori gare del mondo con l’obiettivo di offrire un’alternativa ai circuiti globali, mettendo la conoscenza locale e la comunità al centro del progetto. Il Trail Fund dell’UTCT finanzia direttamente la conservazione dei sentieri del parco nazionale. Tu corri, tu aiuti a mantenere ciò che attraversi. È bellissimo. E per gli strateghi che pensano alla prossima stagione, la 100 miglia è una gara qualificante per UTMB con 6 punti ITRA, il che la rende un passo serio per chi punta Chamonix con ambizione nelle scarpe 🏔️.
Aspetta che il sole cali sull’Atlantico 🌊, finché Table Mountain non diventa arancione e viola—in quel momento avrai qualche secondo per renderti conto di che cosa significhi una partenza della Cape Town Ultra Trail! 🌅
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