TOR X. Dietro questo nome che colpisce come un martello su un’incudine 🔨 (e che, in effetti, suona un po’ come il dio norreno del tuono — sicuramente non per caso ⚡️) si nasconde uno degli eventi di ultra-trail più grandi, folli e rispettati del pianeta montagna 🗺️. Non una gara, no. Un viaggio di più giorni nel cuore della Valle d’Aosta, in Italia, dove migliaia di runner da tutto il mondo si lanciano sui sentieri delle Alte Vie, le Alte Vie Valdostane 🇮🇹.
Tutto è iniziato nel 2010 con un’idea: organizzare una gara in tappa unica di 330 chilometri, con 24.000 m di dislivello positivo, in parziale autosufficienza, tra le montagne della Valle d’Aosta 🏞️. Niente tappe obbligate: solo trail runner, un cronometro e un massimo di 150 ore per portarla a termine (poco più di 6 giorni 🧑🏫). Questo progetto leggermente folle si chiamava allora Tor des Géants e attraversa 34 comuni in una regione circondata da quattro massicci tra i più grandi d’Europa: Monte Bianco, Gran Paradiso, Monte Rosa e il Cervino 🏔️. La gara si è ampliata negli anni. Nel 2017, la "TOR130 - Tot Dret" è entrata in famiglia: 130 km, 12.000 mD+, una traversata in linea retta (tot dret significa "dritto davanti" nel patois valdostano 😄) tra Gressoney-Saint-Jean e Courmayeur. Nel 2019, per la decima edizione del Tor des Géants, l’organizzazione ha deciso di fare una dichiarazione con un gancio: è nato il "TOR450 - Tor des Glaciers". 450 km. 32.000 mD+. 190 ore massime. Riservato agli atleti che hanno già concluso il TOR330 in meno di 130 ore. Per chi pensava che 330 km fossero sufficienti, è il tipo di annuncio che ti fa chiedere se gli organizzatori dormano mai la notte. Nel 2024, un quarto format si è aggiunto al programma: il "TOR100 - Cervino Monte Bianco", 100 km e 8.000 mD+ tra il Cervino e il Monte Bianco ⛰️. E per i curiosi che vogliono testare le gambe prima di impegnarsi in qualcosa di più serio 🦵, il "TOR30 - Passage au Malatrà" propone 30 km e 2.300 metri di dislivello positivo, giusto per capire che effetto fa 🤓.
Dal 2019, tutto questo ecosistema si chiama TOR X — la X sta per eXtraordinary, eXtreme, eXperience — e si svolge ogni anno a settembre, pochi giorni dopo l’UTMB, che si tiene proprio dall’altro lato del Monte Bianco, a Chamonix. Due giganti del trail running, due vibe, a circa dieci giorni di distanza nelle Alpi. Settembre in montagna è, chiaramente, ad alta densità 🗓️. La "TOR330 - Tor des Géants" resta il pezzo forte — la gara che ha dato inizio a tutto e attorno a cui tutto ruota 🪐. L’anello parte e arriva a Courmayeur e segue successivamente l’Alta Via n. 2 in discesa verso la bassa valle, poi l’Alta Via n. 1 in risalita verso la Valdigne. Su questo percorso, i runner attraversano 25 colli sopra i 2.000 metri di quota, costeggiano 30 laghi 🛶, salgono fino a 3.300 metri e passano in due aree naturali protette di primo piano 🌲: il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Naturale Regionale del Mont Avic. L’ultimo colle prima dell’arrivo è il Colle Malatrà, a 2.900 metri, a una decina di chilometri dal traguardo di Courmayeur 🏁. Il concetto di base del Tor è tanto semplice quanto formidabile: l’organizzazione non ti impone di fermarti in questo o quel punto, né di dormire a un’ora particolare 😴. I runner gestiscono come preferiscono sforzo, riposo e rifornimento, lungo tutte le 150 ore consentite. Ci sono più di 40 punti di ristoro sul TOR330 e 7 basi vita principali che suddividono la gara in settori, dove puoi mangiare, recuperare la tua drop bag e dormire su una branda 🛏️.
Il meteo fa parte del gioco. Settembre in Valle d’Aosta segna la fine dell’estate alpina e l’inizio dei capricci autunnali 🍂. Neve, nebbia e freddo possono arrivare senza preavviso sui colli più alti, trasformando un tratto già tecnico in qualcosa di davvero impegnativo 🌨️. L’edizione 2015 è stata infatti parzialmente interrotta a causa di condizioni meteo estreme: solo sei uomini avevano tagliato il traguardo prima che la gara venisse fermata. La montagna non negozia ❌.
Quanto ai record, l’edizione 2025 è quella dell’impresa tricolore. Il franco-belga Victor Richard, cronometrista professionista, ha vinto il TOR330 cancellando il record del percorso con un tempo di 66 ore 08 minuti e 22 secondi, battendo il riferimento stabilito dal quattro volte vincitore Franco Collé. La prestazione è ancora più notevole se si considera che ha avuto grossi problemi di nutrizione nel primo terzo di gara. Nella gara femminile, l’olandese Noor Van Der Veen si è imposta 🏆 in 79 ore 34 minuti e 30 secondi. Per partecipare al "TOR330", bisogna prima passare dalla pre-iscrizione, che apre ogni anno all’inizio di febbraio. Non è un’iscrizione definitiva: ti inserisce nella lista per il sorteggio al fine di garantire la massima equità. L’organizzazione applica un sistema di quote per nazionalità che garantisce almeno due runner per ogni nazione rappresentata nelle pre-iscrizioni 🌍. I runner che hanno già portato a termine una gara del circuito TOR X ottengono l’accesso diretto senza passare dal sorteggio 🎰. Per il TOR450, il requisito di accesso è esplicito: aver concluso un TOR330 in meno di 130 ore.
Courmayeur, il borgo di partenza e arrivo, è adagiato a 1.200 metri di quota ai piedi del versante sud del Monte Bianco. Durante la settimana del TORX, il paese vive interamente al ritmo delle gare: strade e terrazze si riempiono di runner, sostenitori e curiosi che guardano passare i campioni 👏. Questo è il Tor. 💪
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