Gare su ponti e viadotti

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Un ponte di solito è qualcosa che attraversi in auto, in bici o trascinandoti come in un pomeriggio di domenica 🚗. Tranne nel giorno in cui una gara se ne impossessa: allora l’impalcato viene chiuso al traffico e, per qualche ora, sono centinaia di paia di scarpe da running a battere sull’asfalto sospeso sopra il vuoto. Un senso inebriante di vertigine, panorami a 360 gradi, il vento che si incanala tra i cavi: questi percorsi trasformano una semplice infrastruttura in un momento di corsa indimenticabile.

Corri con calma lungo la strada, poi all’improvviso il terreno comincia a vibrare leggermente sotto i tuoi passi, l’orizzonte si apre fin dove arriva lo sguardo e lo stomaco si stringe un po’ suo malgrado. Nessun altro contesto di gara gioca così tanto con quella sensazione di assenza di peso controllata.

In Francia, l’esempio più spettacolare resta la Course de l’Eiffage du Viaduc de Millau, in Aveyron. Il viadotto stesso, completato nel 2004 sotto la direzione dell’architetto britannico Norman Foster, è il ponte più alto del mondo, con piloni che raggiungono i 343 metri (più alti della Torre Eiffel). Attraversare quei 4,9 km sospesi sopra la valle del Tarn, a oltre 270 metri di altezza, dà la sensazione molto netta di correre tra cielo e terra.

Le sensazioni cambiano radicalmente a seconda del tipo di struttura che stai attraversando. Un grande ponte sospeso o un ponte strallato porta con sé quel leggero ondeggiamento sotto i piedi, quasi impercettibile ma molto reale con il numero di corridori. Un viadotto ferroviario dismesso, invece, mantiene spesso un’atmosfera più intima: è il caso del Passage du Viaduc, a Glénic nella Creuse, la cui struttura centenaria fu utilizzata all’inizio del XX secolo per il trasporto di merci, prima che il traffico ferroviario si fermasse negli anni ’50. La stessa atmosfera di patrimonio si ritrova con il Trail du viaduc, a Trégrom in Bretagna, che unisce l’attraversamento della struttura alla scoperta del castello medievale di Tonquédec, a mezz’ora d’auto.

Le condizioni e le particolarità di questi percorsi dipendono molto dall’esposizione al vento. Un impalcato sospeso in alto intercetta raffiche molto più forti che a livello del suolo, che possono rallentare seriamente il passo nei tratti più esposti. Alcuni organizzatori consigliano persino un giacca a vento, anche in piena estate, per questo tipo di passaggio in quota.

È impossibile parlare di questo tema senza citare il Trail des Passerelles du Monteynard, in programma durante la settimana UTMB® a Treffort. I corridori attraversano le famose passerelle himalayane sul lago di Monteynard-Avignonet, due ponti pedonali sospesi aperti al pubblico alla fine degli anni 2010, che dominano le acque turchesi del lago a diverse decine di metri più in basso: abbastanza da far girare la testa anche ai più audaci nel pieno dello sforzo. Sempre in Francia, la Mezza Maratona di Pont-de-Vaux, nell’Ain, prende il nome dal ponte che ha dato origine alla città, mentre la Veni Vici, a Nîmes, ti permette di seguire l’acquedotto romano per 87 km fino al Pont du Gard, costruito circa duemila anni fa e ancora in piedi senza una sola goccia di malta, con le pietre tenute insieme dal solo peso.

A livello internazionale, i ponti più iconici del pianeta trasformano alcune maratone in vere cartoline in movimento. La Maratona di Londra fa attraversare ai suoi corridori, al 20° chilometro, il Tower Bridge, un ponte levatoio vittoriano inaugurato nel 1894, che da più di un secolo veglia sul Tamigi tra i borough di Tower Hamlets e Southwark. Negli Stati Uniti, sia la Maratona di San Francisco sia la Golden Gate City Summer Run attraversano il Golden Gate Bridge, completato nel 1937, il cui arancione brillante fu scelto per restare visibile nella tipica nebbia della baia. Più a est, a New York, il Brooklyn Bridge Park corre lungo il Brooklyn Bridge, il primo ponte sospeso al mondo con cavi d’acciaio, aperto nel 1883, con una vista libera sullo skyline di Manhattan dall’altra parte dell’East River.

Nel Nord Europa , la Björn Borg Helsinki Marathon attraversa diversi ponti che collegano le isole che formano il cuore della capitale finlandese, una città in cui, da sempre, per passare da un quartiere all’altro si usano passerelle pedonali piuttosto che una terraferma continua 🇫🇮.

I luoghi che attraversi raccontano spesso una storia di ingegneria tanto quanto di geografia. Alcune di queste strutture sono state costruite per aprire una valle troppo chiusa, come il viadotto di Millau progettato per alleggerire il traffico estivo verso la Spagna; altre, come il Pont du Gard, per trasportare acqua per decine di chilometri fino a una città antica. In ogni caso, il ponte o il viadotto diventa il punto di passaggio inevitabile, spesso il momento più raccontato del percorso una volta tagliato il traguardo.

E come sempre, lo sforzo merita la sua piccola ricompensa 🍽️. Un piatto di frutti di mare vicino alla baia di San Francisco 🇺🇸, fish and chips sulle rive del Tamigi 🇬🇧, una porzione di aligot dell’Aveyron dopo essere scesi dal viadotto di Millau a Millau 🇫🇷: ogni ponte ha la sua specialità per prolungare il piacere una volta messe a riposo le gambe.

Vuoi restare in alto, ma questa volta sull’acqua anziché sopra di essa? Vai alle gare tra laghi & stagni 🛶, per scambiare la vertigine di un impalcato sospeso con la calma della riva.

Non importa si c'è vento, si c'è piogga, si c'è neve

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