Due mari, tre massicci e uno Stivale in fronti alla Sicilia. Cale turchesi, borghi appesi, 'nduja che brucia e gare a un passo dall'acqua. Il sud del sud si corre così 🌶️
In fondo allo Stivale, la Calabria tira una pedata verso la Sicilia senza mai prendere la palla. Due mari la stringono, il Tirreno a ovest e lo Ionio a est, con lo Stretto di Messina a fare da cerniera. Reggio Calabria apre le danze con il suo lungomare davanti all'Etna, quello che D'Annunzio aveva battezzato il più bel chilometro d'Italia. Catanzaro presidia l'istmo più stretto della penisola, dove i due mari quasi si toccano. Cosenza custodisce il suo centro vecchio affacciato sul Crati. Crotone rivendica Pitagora come vicino di casa illustre. Vibo Valentia chiude il quadro dall'alto, con la Costa degli Dei stesa sotto i piedi 🇮🇹.
Qui la montagna casca in mare quasi senza preavviso, per cui i sentieri restano affacciati sull'azzurro dalla mattina alla sera. L'Aspromonte occupa la punta estrema, granito e faggete, con le mulattiere dei pastori tracciate secoli prima che qualcuno pensasse di percorrerle di corsa. Più a nord la Sila apre altopiani boscosi attorno ai laghi, una Scandinavia con il sole che i romani chiamavano già Silva Bruttia. Il Pollino fa da porta verso la Basilicata, con i suoi pini loricati storti dal vento che crescono soltanto da queste parti. Tra i tre massicci, i tracciati per correre in Calabria cambiano faccia ogni venti minuti 🏔️.
Sulla costa il registro si ribalta del tutto. Tropea tiene le case aggrappate alla rupe di arenaria, con la sabbia bianca sotto che ti fa quasi dimenticare la fatica. Scilla e il borgo di Chianalea richiamano il mostro marino di Omero, piazzato giusto di fronte a Cariddi. Le uscite sul lungomare cambiano sapore quando al largo passano le passerelle a caccia di pesce spada 🌊. Il clima mediterraneo detta i tempi: a luglio e agosto la costa picchia forte, quindi meglio puntare la sveglia all'alba oppure salire in quota, dove l'aria resta respirabile. La primavera regala mattine miti e versanti gialli di ginestre. L'autunno allunga la stagione fino a novembre, con il mare ancora tiepido per il recupero 🍋.
Il calendario delle gare in Calabria resta corto, ma ogni appuntamento ha il suo carattere. Il Triathlon dei due mari raduna nuotatori e podisti a Reggio a fine agosto, con la Sicilia sempre lì di fronte. Il Trofeo Città di Palmi arriva a metà settembre sulla Costa Viola, tra ulivi e acqua trasparente. La Primavera Rende in Corsa accende le strade di Rende a maggio, nove chilometri buoni per misurare la gamba. La XI Capocolonna corre a inizio giugno verso il capo di Crotone e la sua colonna greca piantata davanti allo Ionio, storia e cultura comprese nel pettorale. Chi preferisce lo sterrato tiene d'occhio i trail in Calabria, chi vive di asfalto trova pane per i denti tra le gare di 10 km. Voglia di attraversare lo Stretto? La Sicilia sta a venti minuti di traghetto, mentre la Puglia offre il contraltare piatto sull'altro tacco ⛴️.
Una gara in Calabria finisce sempre a tavola. La 'nduja di Spilinga sveglia le papille addormentate, la cipolla rossa di Tropea addolcisce il conto, il bergamotto profuma i dolci reggini come non succede in nessun altro posto al mondo. Un bicchiere di Cirò accompagna il tutto, erede diretto del vino che si versava agli atleti della Magna Grecia 🥂. La regione tira su anche i suoi idoli: Gennaro Gattuso, campione del mondo 2006 nato a Corigliano, aveva quel motore instancabile che ogni podista vorrebbe nelle gambe. La colonna sonora la firmano Rino Gaetano e Mia Martini, mentre Gianni Versace portava lo stile calabrese sulle passerelle di mezzo mondo 🎶. Il patrimonio chiude il cerchio con i Bronzi di Riace, due guerrieri greci riemersi dalle onde nel 1972, e con Gerace sospesa sopra la Locride. Allora, nove chilometri in città o triathlon davanti al vulcano? Scegli tu il terreno, al resto pensa il Mediterraneo 👟.
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